Cosa vedere a Castelsaraceno

Cosa vedere a Castelsaraceno

Il centro Storico

Castelsaraceno, è un borgo arroccato allo sperone roccioso “La Tempa”.  Il centro storico è molto particolare e da scoprire: abitazioni strette alla roccia, vie ripide e tortuose, vicoli ciechi (detti supporti) ed edifici medievali. Degne di nota la piazza principale con il Palazzo Baronale del XV secolo, la chiesa di San Rocco del XVI-XVII secolo, la chiesa tardo-rinascimentale di Sant’Antonio, la chiesa di Santa Maria degli Angeli e il Convento dei Cappuccini in cui si conserva un artistico Cristo. Per finire, fuori dal paese, in località Mancusi ci sono i ruderi di un antico mulino ad acqua.

Il Museo della Pastorizia

E’ un percorso interattivo, unico, evocativo nato del 2017, dedicato alla conoscenza dell’antico universo pastorale. La visita si sviluppa in cinque ambienti: Contesto, in cui si racconta il passato rurale di Castelsaraceno, Saperi, dove si trovano testimonianze degli abitanti ed esposizioni di oggetti d’epoca, Memoria, dove alcuni video raccontano la transumanza e la giornata tipo del pastore, Spazio, dove si scoprono antichi strumenti di lavoro, e Tempo, una proiezione panoramica immersiva che avvolge e Tradizioni e antichi costumi si fondono tra simbolismo e storia in una chicca demoetnoantropologica utile, con il suo contributo esperienziale, anche per preservare le memorie pastorali.

Informazione utile: per chi possiede il ticket per il ponte tibetano, la visita al Museo della Pastorizia è gratuita.

 

Ponte tibetano

Castelsaraceno è anche chiamato il “Paese tra i due Parchi” perchè è  incastonato tra il Parco Nazionale del Pollino e quello dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese.

Il 31 luglio 2021 è stato inaugurato il ponte tibetano più lungo al mondo. Il “Ponte tra i due parchi” a campata unica è lungo 586 metri, è alto 80 metri e funge da collegamento tra il Parco nazionale del Pollino e il Parco nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese.

Si tratta di un’esperienza adatta a tutti, anche grazie al kit fornito ai visitatori per poterlo attraversare in completa sicurezza. Anche se non lo si vuole attraversare, vale comunque la pena raggiungerlo per ammirare un’opera ingegneristica imponente, realizzata da due ditte lucane.

Il Monte Alpi

Tra le cime più alte della Basilicata ai margini nord del Geoparco UNESCO del Pollino, il Monte Alpi affiora tra le campagne di Castelsaraceno con le due cime gemelle Santa Croce (1893 m) e Pizzo Falcone (1900 m). Zolla di calcare cretacico dal profilo cuneiforme, si caratterizza per la presenza dei Pini loricati che abitano questa casa di rocce. Dirupi e ampie faggete coesistono, donando valore alla riserva naturalistica. Il suo nome si pensa derivi dalla parola “arpo”, un falcetto usato dalle popolazioni locali per il taglio delle erbe e la raccolta a mano del grano. Ai piedi del Monte Alpi c’è il Bosco Favino una grande faggeta ricca di alberi antichi e maestosi. E’ un’area attrezzata per pic nic con panche, tavoli e aree barbecue. E’ anche possibile  fare una bella passeggiata lungo uno dei numerosi percorsi CAI all’interno della faggeta

 

Eventi e tradizioni

Rito della ‘Ndenna

Il rito della’”Ndenna” si svolge in occasione della festa patronale di Sant’Antonio durante le prime tre domeniche di giugno. Durante queste tre giornate vengono raccolte ed assemblate, in una sorta di matrimonio della natura, le componenti di un albero della Cuccagna chiamato dai Castellani appunto “Ndenna“(Antenna). Il rito affonda le radici nella storia antica di questo paese fondato all’inizio del 2° Millennio dell’era Cristiana e con tutta probabilità trae le proprie origini da qualche precedente festa contadina legata al rapporto tra l’uomo e la terra.

Il matrimonio arboreo è un rito antico che ha lo scopo di propiziare la fecondità, simboleggiando la fertilità ed è un inno al risveglio della natura A Castelsaraceno “gli sposi” sono la “ndenna” e la “cunocchia”. La “cunocchia, che simboleggia l’elemento femminile, viene fissato alla “ndenna”, l’elemento maschile, mediante un anello di ferro avvitato con bulloni. Al pari di un matrimonio classico anche quello arboreo è contraddistinto da momenti di festa in cui si mangia, si beve buon vino e ci si delizia con momenti di canto e ballo, con la differenza che il rito si protrae per più giorni e coinvolge tutti gli abitanti del paese.

L’Estate di San Martino

La tradizione dell’Estate di San Martino a novembre, rende onore anche al buon cibo e all’abbondanza in campagna, usi e costumi di particolare importanza a Castelsaraceno dove, durante questi giorni, le tavole si riempiono di prodotti tipici locali per festeggiare il santo.

Le usanze agricole vogliono che durante questi giorni vengano rinnovati i contratti agricoli annuali, da qui il detto “fare San Martino” per indicare il trasloco in altri terreni, e vengano aperte le botti per il primo assaggio del vino nuovo, da assaporare con le castagne che popolano in gran numero il territorio castellano. Un momento di gioia tra gli abitanti del borgo che diffonde il buonumore tra le vie di Castelsaraceno e rende omaggio al rapporto tra la terra e i suoi frutti.